La Donna Cannone (Francesco De Gregori) – Accompagnamento e arrangiamento al pianoforte
Ascolta il brano originale
Oggi analizziamo e impariamo qualcosa da una ballad italiana meravigliosa, La donna cannone di Francesco De Gregori.
Clicca qui se non vedi il pdf
Di questo brano meraviglioso vedremo di nuovo l’introduzione unica e famosissima. Non è complicata da suonare ma racchiude tante caratteristiche da cui possiamo imparare tanto.
Poi daremo un’occhiata all’accompagnamento delle prime 4 battute della prima strofa.
Il mio obiettivo non è fare un tutorial del brano, puoi seguire tanti altri video che trovi sul web. Quello che vorrei trasmetterti è l’abilità di andare oltre il semplice saper suonare una cosa così com’è punto e basta ma cercare di analizzare le cose e farle proprie, interiorizzarle per diventare un musicista migliore.
Spesso i musicisti imparano a suonare le canzoni come se dovessero pronunciare una frase in una lingua straniera a memoria. Puoi dire la frase perfettamente, ma questo non significa che tu sappia cosa significa ciò che hai detto, a cosa servono le singole parole, come utilizzare quei verbi in un’altra frase o con altre parole.
Qui facciamo gli scienziati del pianoforte non impariamo a pappagallo a suonare le canzoni 😉 Vediamo che scoperte si celano dietro “La donna cannone”.
Analisi dell’introduzione al pianoforte di “la Donna cannone di Francesco De Gregori
Tecnica #1 - Passaggio cromatico con arrivo sulla nota dell’accordo

La prima cosa da notare dell’introduzione è che si ripete per 4 volte (e mezza) una frase cromatica ascendente, che fa suonare questa parte un po’ “jazzy” e con una forte propulsione ascendente.
Non ci fermiamo qui, ogni nota di arrivo è una nota dell’accordo e questa cosa non è scontata come può sembrare. Non poteva scegliere di arrivare su un’altra nota della tonalità? L’atterraggio su una nota accordale esprime risoluzione della tensione creata dal passaggio cromatico. Le note dell’accordo sono sempre le più stabili.
C’è di più, la nota di arrivo è sempre la terza dell’accordo (La su Fa maggiore, Si su Sol maggiore ecc). Cosa sarebbe successo se fosse stata la quinta, la prima o la settima? Un bravo scienziato testa… E testiamo! (Nel video puoi ascoltare i risultati)
Carini questi passaggi cromatici eh? Beh le possibili variazioni sono tantissime e le vedremo alla fine del video.
La cosa bella è che sono frasi piccole e semplici che possiamo utilizzare per abbellire il nostro accompagnamento inserendole nei momenti più liberi, quando serve qualche abbellimento o nota di passaggio (soprattutto quando la voce è in pausa).
Tecnica #2 - Arpeggio alla mano sinistra
La mano sinistra fa un arpeggio molto semplice con un pattern ritmico della durata di 2/4 suonando soltanto la fondamentale e la quinta.
Puoi memorizzare e imparare questo pattern particolare formato da due ottavi e un quarto, poi non dire che non hai idee per accompagnare in modo “nuovo” con gli arpeggi!
Cosa vuol dire utilizzare solo la fondamentale e la quinta? Che la terza viene omessa e l’accompagnamento è più snello, meno saturo. Anche perché la terza è già presente alla mano destra (la famosa nota di arrivo del passaggio cromatico).
Anche in questo caso però la creatività ti permette di creare variazioni che producono risultati che non ti aspetti. Andiamo avanti!
Tecnica #3 - L’espressività prima di tutto
Ho ascoltato questa introduzione centinaia di volte e non ce n’è stata una in cui non sia stato stregato dalla quantità di dettagli espressivi.
Ho avuto tanti allievi e anche se tutti piano piano migliorano tecnicamente e imparano a suonare davvero bene sono pochi quelli che quando restano estasiati da un pezzo si domandano che cosa abbia suscitato in loro quelle emozioni.
L’introduzione de “La donna cannone” ha crescendo, diminuendo, rallentando e un’articolazione particolare, lo staccato-tenuto o portato.
Queste non sono indicazioni che trovi negli spartiti, non quelli pop per lo meno. Quando si dice “mettere il cuore quando suoni” si intende non tralasciare questi elementi e soprattutto saperli riconoscere all’interno di un pezzo.
L’intro comincia con un crescendo, non è bloccato alla stessa dinamica anche perché le note vanno sempre più su! Inoltre, se hai seguito il mio corso di armonia, ormai sai che passare da Fa maggiore a Sol maggiore significa creare una tensione, quale modo migliore di supportarla con un aumento della dinamica?
Se ascolti con attenzione l’introduzione, puoi notare che le prime due volte in cui avviene il passaggio cromatico le note non sono legate tra loro.
Il secondo sedicesimo è come se fosse abbandonato un attimo prima con un piccolo balzo che dà enfasi alla nota di arrivo.
Non è staccata, non è legata, e riceve un po’ di attenzione in più. Il trattino con il puntino indica proprio questo modo di suonare il tenuto staccato o portato che a volte si indica con una legatura con il puntino dello staccato.
Queste sono piccolezze, ma è da queste “piccolezze” che vengono fuori i veri capolavori.
Dopo altre variazioni dinamiche che portano ad un piano verso la fine delle prima 4 battute dell’introduzione sentiamo che il pianista rallenta l’arpeggio. Perché andare dritti?
Io adoro scoprire tutti questi elementi e memorizzarli perché una volta maturati compaiono spontaneamente quando suono altri brani o quando compongo. L’attenzione ai particolari è ciò che fa la differenza tra un musicista bravetto da uno che riesce a toccare l’ascoltatore.
Analisi delle prime 4 battute della strofa de “La Donna Cannone" di Francesco De Gregori

Vediamo adesso cosa può insegnarci la strofa guardando solamente le prime 4 battute che ho cercato di trascrivere al meglio.
Tecnica #4 - Voice leading con arpeggi di passaggio
La prima cosa da notare è come gli accordi sono generati solo dallo spostamento del basso mentre la mano destra suona sempre Mi e Sol, due note in comune tra tutti e quattro i primi accordi.
Si tratta di un vero e proprio voice leading, o concatenazione degli accordi, ma è stato a scelto di tenere la voce che si sposta al basso.
Questa serie di accordi rientra nella categoria dei “line clichés” di cui ho parlato nel corso di armonia, ti lascio il link della lezione che è tra quelle gratuite del corso.
Al canto abbiamo sempre un Mi che cambia funzione ad ogni accordo:
- Terza del Do
- Prima del Mi minore
- Sesta del Sol minore
- Quinta del La maggiore
La scelta della posizione poteva essere diversa, si poteva tenere il Sol al canto per avere una sonorità diversa, magari la tua versione dell’accompagnamento di questo pezzo potrebbe essere così!
Non ci fermiamo qui però, alla fine di ogni battuta viene interrotto l’accordo per suonare un arpeggio, o porzione di arpeggio, tra la mano destra e la sinistra.
Alla fine del Do maggiore mi e sol, poi alla fine di Mi minore solo mi e si (alla sinistra) e così via. L’irregolarità di questi “arpeggi parziali” dimostra che l’accompagnamento per quanto studiato prima non sia stato scritto nota per nota, ma un minimo improvvisato. Anche il fatto che all’inizio non ci sia il Mi al canto lo dimostra.
Perché non cambiare e improvvisare ulteriormente l’arpeggio?
Altra caratteristica fondamentale, il basso suona sempre in levare per formare una specie di accordo spezzato tra le due mani. Questo però non avviene in posizioni a parti strette come si fa di solito con una sola mano ma con un voicing a parti late alla destra (con raddoppio) e la fondamentale che si muove alla mano sinistra.
Ultimo dettaglio che puoi rubare da questo accompagnamento, hai mai notato l’arpeggi veloce con cui vengono suonati alcuni accordi a inizio battuta quando si presentano la prima volta?
Beh se te ne sei accorto suonalo non ignorarlo! E prova ad utilizzare questa tecnica anche fuori da questo contesto.
Passiamo ora agli esperimenti da scienziato del pianoforte!
Gli esperimenti dello scienziato del pianoforte
Come in ogni episodio di questa serie l’obiettivo finale è di interiorizzare ed estrapolare dal contesto tutti gli elementi individuati. Fai prove con altri brani, progressioni armoniche e su stili e generi musicali differenti. Ecco le proposte:
Cambia la melodia cromatica
- Provala discendente
- Atterra su altre note dell’accordo (1, 3, 5 o 7)
- Atterra su altre note della tonalità (alcune saranno brutte altre molto interessanti)
- Accompagna un altro pezzo con gli accordi e inserisci di tanto in tanto qualche approccio cromatico
- Cambia la ritmica
- Parti in levare
- Non usare i cromatismi ma muoviti diatonicamente
Modifica gli elementi espressivi
- Suona staccato
- Prova diverse soluzioni e range dinamici
- Prova altri brani che sai suonare e applica tutti gli elementi espressivi del pezzo
Modifica i voicing e gli arpeggi
- Cambia i voicing magari inserendo note estranee all’accordo
- Arpeggia in senso discendente
- Inverti mano destra e sinistra
- Sposta la voce che si muove in mezzo o al canto
Quando ho iniziato a scrivere questa lezione ho pensato che ci avrei messo un’oretta al massimo visto che conoscevo bene il pezzo.
Inizialmente pensavo di parlare solo dell’introduzione ma una volta finita l’analisi, dopo aver ascoltato tutta la canzone una ventina di volte mi sono detto che non potevo fermarmi li.
Così ecco altri elementi da sviluppare e analizzare nella strofa. Ma la cosa più assurda è che questo arrangiamento è formato da una serie infinita di dettagli, particolarità e tecniche. Si potrebbe fare un corso intero con ore e ore di analisi.
Perciò ti consiglio di ascoltarlo tutto e dedicare un po’ di tempo alle sezioni successive per cercare qualcos’altro e allenare il tuo orecchio.
Prova poi a riconoscere elementi come questi in altri pezzi.
