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I 26 Ritmi Che Rallentano Il Tuo Studio Al Pianoforte

Oggi voglio parlarti dei 26 ritmi che limitano la maggior parte dei pianisti durante lo studio di un pezzo.

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Come sai ogni brano di qualsiasi genere è costituito da due elementi fondamentali:

  • Il ritmo quindi la durata effettiva delle note, la presenza di pause e la velocità di esecuzione
  • Il suono che è l’insieme delle note suonate in sequenza, la melodia, e le note suonate insieme (in verticale) che creano accordi e quindi l’armonia.

Per interpretare un brano su spartito quindi bisogna decifrare questi due elementi e metterli insieme.

La lettura delle singole note lascia poco spazio all’interpretazione, con lo studio della chiave di basso e la chiave di violino e un po’ di pratica chiunque può trovare la nota giusta.

Con l’orecchio, quindi ascoltando il pezzo, si possono trovare le note al piano o confermare quelle che abbiamo letto sullo spartito.

Non ci sono sorprese quindi, ma pensare che leggere le note corrette sia la cosa in assoluto più importante è fondamentalmente sbagliato.

Durante un’esecuzione si può “perdonare” diciamo una nota sbagliata, se non è proprio una dissonanza super evidente e prolungata si può sopportare.

La cosa peggiore è quando il tempo e i ritmi al pianoforte non sono scanditi al meglio. Infatti avere un buon ritmo e rispettare la durata delle note sono gli aspetti più importanti per una buona esecuzione.

 

Inoltre è proprio il ritmo che mette in difficoltà i pianisti nella lettura e nella pratica.

Infatti mentre tutti gli studenti di pianoforte si impegnano a memorizzare e leggere le note giuste, sono pochi quelli che si concentrano allo stesso modo nella memorizzazione e la pratica dei ritmi che si incontrano più spesso nei pezzi.

Ogni melodia, anche la più complessa, ha un ritmo che può essere suddiviso in cellule ritmiche più piccole che possiamo chiamare “elementari”.

Per imparare un brano in metà tempo una strategia è quella di conoscere bene i ritmi più frequenti in modo da non dover perdere tempo a capire la ritmica o imparare a suonare quel ritmo preciso per la prima volta.

Figurarsi poi quando si andrà magari a unire le mani e suonare contemporaneamente due ritmi di cui non abbiamo la totale padronanza.

Lo studio del ritmo è qualcosa che si può fare ovunque, non è nemmeno necessario il pianoforte. Si può picchiettare con le dita su un tavolo, o usare le cosce come una batteria, farsi venire la pelle rossa e riattivare anche la circolazione!

Il pianoforte è uno strumento melodico, armonico e ritmico. Quindi è necessario concentrarsi anche su questo se si vuole diventare bravi, tutti i pianisti devono essere anche un po’ batteristi.

26 Ritmi da imparare alla perfezione al pianoforte

Ho preparato perciò un pdf con 26 ritmi o meglio 26 cellule ritmiche su cui esercitarsi per essere in grado di suonare ritmicamente quasi qualsiasi cosa.

Clicca QUI per scaricare la cartella con tutti i file audio.

Esercizi con i ritmi al pianoforte

Ci sono moltissimi esercizi che puoi fare per impararli sia che tu sia un musicista classico che moderno o jazz. Te ne spiego alcuni.

Esercizi per i principianti

Ricordati di essere il più preciso possibile e di eseguire questi esercizi sui ritmi al pianoforte a basse velocità. Con la fretta potresti fare errori banali o imparare il ritmo in modo errato.

  1. Accendi il metronomo a una velocità lenta e dopo aver ascoltato il ritmo prova a riprodurlo in loop battendo le mani.
  2. Sempre con il metronomo acceso tieni il tempo con la mano sinistra e con la destra esegui la cellula ritmica a ripetizione.
  3. Suona al piano i ritmi con una sola nota o un solo accordo a mani separate e poi a mani unite.

Esercizi più avanzati per i pianisti classici

Per svolgere questi esercizi puoi utilizzare materiale melodico più ampio come scale, arpeggi e accordi in tutte le tonalità. In questo modo applichi questi ritmi ad un contesto più musicale. Sarà infatti molto più probabile utilizzare questi ritmi al pianoforte su porzioni di scale durante le melodie, arpeggi con la destra o di accompagnamento e accordi.

Inoltre esercitandoti così prendi due piccioni con una fava, per esempio ripassi una scala minore in una tonalità a cui non sei abituato e studi il nuovo ritmo.

  1. Suona una scala su più ottave a mani separate e poi anche mani unite utilizzando un ritmo a scelta.
  2. Scegli un ritmo per la mano sinistra (inizialmente semplice) da suonare con accordi o arpeggi, e un ritmo per la mano destra e suona la scala relativa.
  3. Esegui gli arpeggi ascendenti e discendenti prima a mani separate e poi a mani unite con il ritmo che vuoi perfezionare.

Naturalmente la quantità di esercizi praticabili e la difficoltà dipende dal tuo livello e la tua fantasia. Sarà facile quindi estrapolarne di nuovi per rendere più interessante il tutto.

Inoltre ricordati anche di memorizzare il ritmo scritto, è fondamentale se sei un pianista classico riuscire ad associare la figurazione ritmica al suono finale in modo da sentire nella testa la parte prima ancora di mettersi al piano.

Esercizi più avanzati per pianisti jazz e moderni

Un pianista jazz e moderno deve essere in grado non solo di leggere e suonare questi ritmi ma utilizzarli in ogni contesto in cui si trovano e il più delle volte improvvisando.

L’applicazione migliore è quella di usare questi ritmi al pianoforte per suonare i brani che stiamo studiando.

Faccio alcuni esempi ma naturalmente valgono gli stessi consigli per qualsiasi pezzo pop/rock/jazz ecc.

  1. Improvvisa su una scala utilizzando solo il ritmo scelto. Applica lo stesso ritmo su una successione di accordi a scelta.
  2. Accompagna un pezzo usando solo il ritmo scelto con gli accordi nelle posizioni che preferisci.
  3. Accompagnati con la mano sinistra con gli accordi e un ritmo a scelta, improvvisa con la destra utilizzando un altro ritmo.

Queste sono solo alcune idee che puoi sfruttare per esercitarti. Le possibilità sono davvero infinite e con un po’ di impegno e poco tempo potrai imparare tutti questi ritmi e suonarli nel tuo contesto senza difficoltà.

Ear training e rhythm training

L’ear training è quella materia che si studia per allenare l’orecchio musicale. Quando parliamo di ritmi non è solo importante riuscire a leggerli e suonarli ma anche saperli riconoscere quando ascoltiamo un pezzo.

Verifica quindi se sei in grado di battere con le mani il ritmo di un pezzo quando lo ascolti o anche di pensare a come sarebbe scritto su spartito. È fondamentale sviluppare una buona imitazione ritmica e diventare sempre più precisi per poter diventare musicisti di valore.

Il "Dante Agostini" il libro dei ritmi

Molti batteristi e percussionisti hanno studiato da una serie di libri sulla ritmica scritti dal batterista Dante Agostini.
Sono libri davvero utili anche per i pianisti, con questi imparare il solfeggio ritmico è davvero facile. Gli esercizi sono progressivi e partono dalle basi fino a ritmi di alto livello negli ultimi volumi.

I due che consiglio sono il primo volume di solfeggio ritmico e il primo di solfeggio ritmico sincopato.

Ora hai abbastanza materiale per migliorare con i ritmi al pianoforte. 

Se stai studiando pezzi con ritmi complessi che non riesci a decifrare mandami una foto della partitura a [email protected] potrebbe essere uno spunto per una video-lezione futura.

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