Tecnica Pianistica – Cosa vuol dire essere un pianista tecnico?

Non fissarti sulla velocità...

Spesso quando si parla tra musicisti di altri musicisti si possono sentire frasi come “quel pianista è molto tecnico!” e la prima cosa che ci si immagina, e purtroppo spesso si intende, è che il musicista in questione sia “velocissimo”.

Poi magari ascoltandolo non ha una buona dinamica, o usa troppo il pedale oppure non va proprio a tempo. Usare questo linguaggio porta col tempo a pensare che tecnica sia uguale a velocità.

Un’altra parola abusata è “pianista virtuoso”. Vediamo cosa vuol dire essere virtuosi (link dizionario Treccani)

“Molto abile ed esperto, eccellente in una scienza o in un’arte.”

Non c’è da nessuna parte la parola velocità o tecnica. Si parla più di abilità ed eccellenza.

Mossi quindi da questi falsi significati ci si concentra sulla tecnica più banale come la velocità e non si considerano tutti gli altri aspetti che rendono davvero un pianista tecnico/virtuoso.

Bisogna liberarsi dal preconcetto che il punto di arrivo sia la velocità e vedere la musica come un insieme di abilità da acquisire che ci permettano di suonare al meglio, con la massima espressività e comunicabilità possibile i brani composti dai grandi del passato o da noi.

Cosa sa fare un pianista tecnico?

Cosa significa quindi “buona tecnica”? Dipende da quello che intendiamo. Se intendiamo l’atto pratico di suonare allora ecco un elenco con possibili abilità da acquisire (non sono sicuramente tutte e sono in ordine casuale):

  • Scale
  • Accordi
  • Arpeggi
  • Abbellimenti (trilli, acciaccature, mordenti)
  • Ottave spezzate (e tutti gli altri intervalli)
  • Ottave parallele (e tutti gli altri intervalli)
  • Suonare ogni tecnica sia fortissimo che pianissimo
  • Precisione
  • Salti
  • Cambi di direzione
  • Coordinazione e indipendenza tra le due mani
  • Salti del pollice efficaci
  • Velocità
  • Ecc…

Ma questo non basta per rendere un pianista virtuoso e secondo me non basta nemmeno per definire una buona tecnica. Un pianista tecnico che è riuscito a svolgere tutti gli esercizi di un qualsiasi manuale come l’Hanon a velocità intermedie possiede già tutte queste abilità, ma non fanno di lui un virtuoso.

Alla lista di prima manca la parte applicativa, è lì che si vedono realmente le capacità del pianista:

  • Timing
  • Precisione ritmica
  • Espressività attraverso la dinamica
  • Espressività attraverso le variazioni della velocità
  • Capacità di eseguire le tecniche nel modo migliore in base al contesto
  • Essere in grado di riprodurre le stesse tecniche a comando
  • Ripetibilità delle stesse tecniche su altri pezzi
  • Interplay con gli altri musicisti
  • Buon gusto
  • Sangue freddo nelle esibizioni
  • Capacità di andare oltre l’errore
  • Ecc…

Essere un pianista tecnico significa quindi padroneggiare abilità pratiche sullo strumento e interiorizzarle al fine di essere in grado di suonare ogni brano del proprio repertorio nel modo più bello possibile.

Per questo motivo non ha senso pensare solo alla velocità, non ha senso fare solo esercizi sui manuali e non ha senso pensare al pianoforte come al solo atto pratico di muovere le dita sulla tastiera finché qualcosa non ci riesce.

Perciò io e Lisa, e moltissimi altri insegnanti, preferiamo un approccio alla tecnica sul repertorio e non limitato da soli esercizi tecnici che non hanno un contesto. In questo modo si raggiunge il risultato prima e in modo più efficace.

Tecnica Pianistica - Vol. 1 - La meccanica del corpo

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