Storia della musica classica- L’epoca Barocca

Apriamo una breve serie di storia della musica in cui trattiamo le maggiori correnti musicali che hanno visto il pianoforte come uno dei grandi protagonisti.

Prima del pianoforte...

Nella storia della musica, il pianoforte è uno strumento relativamente recente. 

Prima di lui, il fortepiano ha dominato la scena (e molta musica è stata scritta proprio per questo strumento), a sua volta preceduto dal clavicembalo e simili.

Mentre la meccanica del clavicembalo è molto diversa da quella del pianoforte, quella del fortepiano vi si avvicina parecchio. 

Tuttavia, moltissima musica scritta originariamente per cembalo e anche per organo si sposa benissimo con la tecnica pianistica, quindi cominciamo parlando dell’epoca barocca.

La musica barocca

In musicologia, il termine Barocco non viene più utilizzato per definire un momento musicale nella storia. Si tratta di un argomento molto ampio, che abbraccia luoghi e prassi musicali molto diverse e porta un’importante distinzione fra musica vocale e musica strumentale.

I tre maggiori luoghi di interesse musicale in questo periodo sono la Germania, la Francia e ovviamente l’Italia, che nel corso del tempo sviluppano tradizioni musicali solide e caratteristiche.

 

Il periodo di cui stiamo parlando va dalla fine del Seicento alla prima metà del Settecento e anno di svolta per la musicologia è il 1685, anno di nascita di ben tre dei protagonisti del panorama musicale in questo periodo: Johann Sebastian Bach, Domenico Scarlatti e George Friedrich Händel.

 

Figura cardine in questi anni è ancora quella del musicista dilettante, che non si occupa della musica per professione, ma per puro piacere personale.
Mentre la composizione è un’arte elevata e destinata solo a pochi (e molto ben pagata anche!), il fatto effettivo di suonare, “sporcarsi le mani” allo strumento, è considerato un atto più volgare.

Il ruolo del compositore è strettamente legato alla figura del committente, lavora quindi alle dipendenze della corte o del clero.

Le caratteristiche principali della musica barocca

Le diverse espressioni musicali che si sviluppano in epoca barocca si ritrovano accomunate da diverse caratteristiche:  

  • abbellimenti e ornamentazione
  • pratica del basso continuo
  • uso strutturale del contrappunto
  • uso comune dell’improvvisazione 

Ma vediamo nello specifico i più importanti compositori dell’epoca e come si sono approcciati e hanno contribuito alla musica per tastiera.

La musica barocca nelle corti francesi

In questo periodo in Francia andava tantissimo il ballet du cour, uno spettacolo di corte che univa in sé tutte le arti, musica, danza e teatro. I principali compositori erano Lully, Rameau e Couperin e componevano musica cerimoniale per la corte di Versailles dietro commissione di re Luigi XIV.
Ma la loro produzione si è anche dedicata in larga parte alla musica strumentale per clavicembalo e organo.

Lo stile di queste composizioni è molto sfarzoso, ricco di note di abbellimento e la prassi esecutiva è caratterizzata dal fenomeno delle notes inégales, secondo il quale, due note del valore di croma consecutive non verranno suonate di durata uguale, ma una delle due sarà puntata. Questo, fra l’altro, anticipa di secoli alcune pratiche jazzistiche!

Alla Francia si devono le caratteristiche di molte danze che sono poi divenute famose in tutta Europa ed eseguite in successione nelle cosiddette suites.

Per saperne di più su questo argomento, guarda questo video in cui ti parlo proprio della Suite come forma musicale.

Lully
Rameau
Couperin

Il severo contrappunto tedesco

Se in Francia il contesto attorno al quale ruota la musica è l’ambiente di corte, in Germania, invece, tutto si svolge nella kapelle.

Grossa parte della musica è sacra e nasce per essere eseguita ai fini liturgici. 

Molte composizioni erano quindi destinate alla musica vocale su testi sacri, ma anche la musica strumentale per tastiera aveva la sua fetta d’importanza. 

Bach compose una quantità indicibile di pezzi per organo e per clavicembalo, fra cui preludi, fughe, fantasie e danze di ogni tipo e così anche il coetaneo Händel.

Nati lo stesso anno ed entrambi in Germania, Bach e Handel hanno due percorsi di vita completamente diversi. Handel viaggia fra Germania, Italia e Inghilterra conquistando i vari circoli artistici dell’aristocrazia e guadagnandosi una fama internazionale.

Bach invece, affezionato alla tradizione tedesca, è organista stabile e Konzertmeister (primo violino) presso varie città, fino ad arrivare a ricoprire il prestigioso ruolo di maestro di cappella a Lipsia. A differenza di Handel, la sua popolarità in vita fu limitata ai luoghi che frequentava e solo ben dopo la sua morte c’è stato tutto un lavoro di riscoperta dei suoi capolavori.

Mentre l’opera per tastiera di Handel si concentra principalmente su preludi, arie e suite di danze, Bach si dedica, oltre alle danze,  alla stesura di invenzioni, fughe e pezzi dal carattere strettamente contrappuntistico, in cui le varie voci si incastrano secondo determinate regole, molto severe e rigorose.
Se vuoi approfondire l’argomento, guarda il video che ho fatto sulla fuga!

Bach
Händel

Il clavicembalo in Italia

Il principale compositore italiano per tastiera dell’età barocca è senza dubbio Domenico Scarlatti. La sua immensa produzione cembalistica e la sua straordinaria ricchezza d’inventiva non hanno eguali nella storia della musica.

Napoletano di Nascita, Scarlatti vive grossa parte della sua vita fra le corti portoghesi e spagnole.
Oltre ad un volume di Esercizi per gravicembalo, compose ben 555 sonate per questo strumento, battendo ogni record. 

Lo schema costruttivo di queste sonate ricalca le danze di questo periodo musicale: struttura bipartita, in cui la prima parte passa dalla tonalità d’impianto alla dominante e la seconda dalla dominante torna alla fondamentale.

Molta della sua musica ha carattere didattico e lo si intuisce dalle difficoltà tecniche che appaiono e caratterizzano ogni sonata e dalle parole che lui stesso sceglie per la prefazione dei suoi Esercizi:

“Lettore, non aspettarti, o dilettante o professor che tu sia, in questi componimenti il profondo intendimento, ma bensì lo scherzo ingegnoso dell’arte, per addestrarti alla franchezza sul gravicembalo. 

Domenico Scarlatti

Ovviamente l’argomento sarebbe molto più ampio e tanti aspetti possono essere approfonditi, ma già così spero di averti dato un’idea generale di cosa sia successo nella musica tastieristica nell’epoca barocca.

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