Storia della musica – Il periodo classico

Oggi parliamo di storia della musica e, in particolare, del periodo classico.

L’ambiguità della “musica classica”

Una cosa importante da specificare sin da subito è che quando utilizziamo la parola “classica” abbinata alla musica, per intendere musica strumentale o vocale antica diversa dalla musica leggera o popolare, usiamo un termine improprio.

Quella che definiamo “musica classica” nel linguaggio comune, ha un’espressione più adeguata per essere descritta: musica colta.

 

Questo perché, classico in ambito musicale ha un significato ben preciso.

La musica classica, infatti, comprende la produzione musicale del periodo classico, che va dal 1750 al 1820 approssimativamente.
I tre nomi importanti da ricordare di questo periodo sono Haydn, Mozart e Beethoven e il luogo principale in cui questa musica si sviluppa è Vienna.

Le radici del periodo classico: stile galante + barocco

Nel periodo classico ci si appoggia al cosiddetto stile galante, che caratterizza gli inizi del Settecento ed è praticamente il momento di passaggio fra Barocco e Classicismo.
Come succede sempre nella storia, ogni nuovo movimento musicale, politico, artistico, nasce in contrapposizione a al precedente e, infatti, nello stile galante si rifiuta completamente la severità e l’inflessibilità del contrappunto barocco, in favore della cantabilità delle frasi musicali in modo da rendere la musica alla portata di tutti.
Con il Classicismo, si mantiene questo concetto fondamentale estetico delle melodie, però si recuperano anche gli aspetti contrappuntistici del periodo barocco.

Le caratteristiche del Classicismo

Le caratteristiche principali della musica di questo periodo sono:

  • l’equilibrio delle frasi, dell’armonia e della composizione in generale
  • la pulizia e la linearità 
  • la simmetria e la regolarità 

 

Le melodie sono più brevi e disposte in modo regolare, più semplici e sostenute da armonie essenziali e molto più prevedibili del passato.
La musica, sostanzialmente, è più “orecchiabile” e comprensibile in larga scala al primo ascolto.


Tutti questi aspetti trovano la perfetta applicazione nella forma-sonata, da applicare ai primi tempi di sonate, quartetti d’archi e sinfonie e di cui parlo in modo approfondito in questo video.

Il ruolo del musicista

Un altro importante cambiamento avviene gradualmente in questi anni: si ridefinisce la concezione della figura del musicista e soprattutto del compositore.

Se da una parte abbiamo ancora quella “struttura feudale” in cui il musicista ha dei “datori di lavoro” che gli commissionano concerti ed opere, parallelamente nasce l’opportunità per il compositore di autogestire la sua attività artistica, scegliendo di pubblicare liberamente le proprie opere, ovviamente con il rischio che potessero non incontrare sempre il gusto del pubblico.

Infatti, è in questo periodo che l’editoria musicale prende veramente piede, migliorando sensibilmente le tecniche di stampa musicale.

Grandi novità per il pianoforte

Molti strumenti stanno subendo migliorie, le orchestre si stanno ampliando e soprattutti il pianoforte, all’epoca ancora fortepiano, sta conquistando la scena musicale.

Nel secondo Settecento la meccanica era già stata sensibilmente migliorata, la qualità del suono era migliore, c’era un più ampio ventaglio di dinamiche e tipi di tocco e i materiali erano superiori. 

In questa epoca si gettano solide basi per  l’effettivo exploit che questo strumento avrà del Romanticismo, diventando davvero il grande protagonista.

Gli autori protagonisti

Muzio Clementi

Oltre ai tre autori che abbiamo già citato, Haydn, Mozart e Beethoven, per la musica pianistica anche Muzio Clementi è stato fondamentale, con i suoi metodi per pianoforte, fra cui il Gradus ad Parnassum, obbligatorio ancora oggi in tanti percorsi di studio.

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Joseph Haydn

Ad Haydn dobbiamo tantissimo per i numerosissimi quartetti, la più di cento sinfonie che richiedevano e stimolavano come dicevo prima ad un’orchestra più ampia, ma ha anche composto parecchio per pianoforte solo, più di cinquanta sonate, e in formazioni cameristiche. 

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Wolfgang Amadeus Mozart

Per il pianismo, Mozart è senz’altro il punto di riferimento nel periodo classico, con le sue 18 sonate per pianoforte e una miriade di sonate e altri pezzi cameristici, in duo e in trio.

Le sonate di Mozart sono pezzi di grande spessore musicale, tutte estremamente caratterizzate e influenzate dal suo lavoro nel teatro d’opera. Allo stesso tempo, comunque si tratta di lavori che spesso, dietro l’estetica, celano un’importantissima finalità didattica.
Se vuoi un esempio, guarda questo video in cui ti parlo di una delle più famose sonate di Mozart.

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Ludwig van Beethoven

Beethoven può essere considerato un classico solo se prendiamo in considerazione la sua prima fase compositiva. Infatti si sente mano a mano che si va in là con gli anni che la sua musica matura e diventa sempre più espressiva e vicina ai canoni di quello che sarà poi il Romanticismo. Infatti, Beethoven per la musica è il primo uomo romantico, per questo ne parleremo più approfonditamente in un video dedicato al Romanticismo.

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