Le funzioni degli accordi: tonica, sottodominante e dominante

All’inizio, nella musica tonale, l’intervallo di settima era considerato troppo dissonante e bisognava risolvere melodicamente questa dissonanza andava risolta melodicamente.

Erano frequenti gli accordi di settima di dominante (accordo sul 5° grado della scala).

Con l’arrivo del jazz tutti i di quadriade, quindi accordo di settima, hanno trovato il loro spazio. Questi accordi permettono anche la presenza delle estensioni degli accordi (nona, undicesima e tredicesima) creando così quella sonorità più complessa che è alla base del jazz.

Tutti gli esempi che farò saranno con gli accordi di settima, ma le stesse regole valgono naturalmente per le triadi perché in analisi armonico conta la funzione degli accordi e non da quante note sono composti.

Se non conosci le triadi o gli accordi di settima ti lascio in descrizione il link ai due corsi dedicati

Le funzioni degli accordi

Nell’armonia funzionale ogni accordo ha una sua funzione, una relazione rispetto al suo centro tonale. 

Le tre principali funzioni degli accordi sono:

  1. La funzione di tonica
  2. La funzione di sottodominante
  3. La funzione di dominante

In base alla sua funzione un accordo avrà la tendenza a spostarsi verso un’altro accordo specifico creando la sonorità stessa del brano.

Tonica

La funzione della tonica è quella di dare al pezzo un punto stabile, una “casa”, un punto da cui partire e tornare.

 

Gli accordi che appartengono alla famiglia della tonica sono:

  1. I Maj7
  2. I Maj6

Molti pezzi iniziano e finiscono con l’accordo di tonica.

Sottodominante

La prima funzione dell’accordo di sottodominante è quello di creare un contrasto con l’accordo di tonica.
La seconda funzione è quella di “preparare” l’accordo di dominante.

Gli accordi che appartengono alla famiglia della sottodominante sono:

  1. IV Maj7
  2. IV Maj6

La fondamentale dell’accordo di sottodominante (4° grado) è la nota più instabile della scala e si trova una quinta sotto la tonica. 

Anche la terza è una nota instabile (6° grado) mentre la quinta è proprio la tonica.

Come abbiamo visto la 4 tende a spostarsi verso la 3 e la sesta verso la 5, questa relazione porta le note dell’accordo di sottodominante a tornare verso l’accordo di tonica. 

Per questo motivo la progressione I-IV, IV-I e I-IV-I sono molto efficaci. Non siamo però così distanti dalla tonica proprio perché c’è una nota, la tonica, in comune. 

Dominante

La funzione dell’accordo di dominante è quello di causare nell’ascoltatore il desiderio di sentirne la risoluzione sulla tonica.  

Il V7 è l’accordo di dominante primario.

È proprio assecondando o “deludendo” questa aspettativa che si crea interesse nell’ascoltatore e il pezzo prende forma.

Questo desiderio di risoluzione sulla tonica è creato dalla presenza in questo accordo dell’intervallo di tritono creato dal 4° grado (Fa) e dal 7° grado (Si) che è un intervallo estremamente dissonante essendo formato dai due gradi più instabili della scala.

Una volta questo intervallo veniva chiamato “diabolus in musica” (diavolo in musica)

Analizziamo le singole note dell’accordo di dominante (5°-7°-2°-4°) e l’accordo di tonica:

  • Il 2° e il 7° tendono entrambi verso il 1°
  • Il 4° tende verso il 3°
  • Il 5° è in comune tra i due accordi.
  • Inoltre il movimento del basso è molto soddisfacente perché abbiamo una quinta discendente. 

Il 7° può anche risolvere sul 6° grado. Abbiamo così queste due progressioni armoniche tipiche:

V7 – IMaj7 e V7 – IMaj6

Approfondimento: la dominante alternativa V7sus4

L’accordo 7sus4 può essere considerato

  • Come una dominante “alternativa” se precede la tonica (V7sus4 – Imaj7)
  • Come una sottodominante se precede la dominante (V7sus4 – V7 – Imaj7)

Un accordo sospeso viene generalmente considerato come un accordo di dominante.

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