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La band nella testa

Prima di iniziare a studiare jazz è fondamentale che tu capisca qual è il segreto che permette ai musicisti jazz di improvvisare, creare variazioni e suonare senza sbagliare o perdersi nella struttura per decine di minuti sullo stesso brano.

Ti elenco i pilastri dei brani jazz, gli elementi che devono essere interiorizzati alla perfezione:

  1. La melodia del brano nella sua forma più semplice e precisa.
  2. La sequenza di bassi dell’armonia.
  3. La sequenza di accordi che creano il giro armonico.
  4. Il ritmo e il tempo del brano.

La formazione jazz per eccellenza è il quartetto:

  1. Batteria,
  2. Basso,
  3. Pianoforte/Chitarra.
  4. Sassofono (o qualunque altro solista).

In questa nostra band immaginaria ogni elemento ha un ruolo fondamentale e si occupa di tenere solido uno dei pilastri dello standard.

La batteria si occupa del tempo e del ritmo. Deve rimanere equilibrata e sostenere tutto il gruppo. La velocità deve rimanere la stessa, non devono esserci cambi di velocità involontari.

Il basso suona essenzialmente una linea di basso cercando di enfatizzare le fondamentali degli accordi che compongono l’armonia del brano.

Il pianoforte o la chitarra sono gli strumenti armonici per eccellenza. Si occupano quindi esplicitare l’armonia suonando gli accordi che sostengono la melodia.

Il Solista esegue la melodia e improvvisa sulla struttura del brano.


Quando un musicista jazz suona nella sua mente deve scorrere il brano in modo naturale. Mentre svolge il suo ruolo o suona da solo il pezzo in realtà nella sua testa sta ascoltando la band che mantiene solidi i pilastri della composizione.

Mentre suoni il piano devi quindi sentire nella testa la batteria che tiene il tempo, il basso che suona semplicemente i bassi degli accordi che vengono suonati da uno strumento ritmico nella loro forma più semplice (ad esempio la posizione fondamentale) e la melodia che continua ad andare in loop.

Quando nella tua testa c’è tutto questo allora ti sentirai davvero libero di poter improvvisare e suonare quello che ti passa per la testa senza rischiare di sbagliare o perderti durante l’esecuzione.

Per fare questo dovrai allenarti con un metodo specifico che tiene conto di una cosa che ormai ricordo in ogni corso: la musica è un linguaggio.

Per questo motivo per studiarla bisogna pensare a come studieresti una lingua:

  • Leggere → Leggere standard.
  • Scrivere → Trascrivere brani o comporre.
  • Parlare → Suonare e cantare.
  • Ascoltare → Ascoltare registrazioni di altri musicisti e riascoltare se stessi.
  • Ecc.

Ora entreremo nel vivo del corso e dovrai cominciare a studiare il tuo primo standard jazz. Come standard di esempio utilizzerò All The Things You Are. Cerca di seguire il mio metodo alla lettera e vedrai che suonare jazz sarà facile e indolore. Non saltare gli esercizi e fidati dei miei consigli che, anche se possono sembrare semplici e banali, sono fondamentali per sviluppare il tuo pianismo jazz.


Il metronomo nel jazz

Ricorda di studiare sempre con il metronomo. Nel jazz però deve indicare solamente il secondo e quarto battito.

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