Cosa sono le dominanti secondarie

Una differenza sostanziale tra la musica jazz e la musica moderna in generale come pop, rock e musica leggera, è il colore aggiuntivo data dalla presenza di note esterne alla tonalità.

Queste note presenti sia negli accordi che nelle melodie e gli assoli non solo aggiungono una sonorità particolare ma creano anche l’aspettativa che queste risolvano sulle note della scala della tonalità più vicine.

Tutte le regole armoniche che ho già esposto e farò in seguito valgono anche per canzoni e brani in altri stili. Mancheranno tensioni ed alterazioni agli accordi ma le regole restano le stesse in una forma più semplificata.

Abbiamo visto come su una scala maggiore o minore possiamo trovare 7 accordi diversi e utilizzarli per creare il giro armonico di un brano. 

In molti pezzi tonali però troviamo anche accordi che non fanno parte di questi sette.

Queste sono spesso aggiunte armoniche o sostituzioni armoniche

Aggiunte armoniche

Parliamo di “aggiunte armoniche” quando viene aggiunto un accordo senza toglierne nessuno e questo nuovo accordo non altera il senso del brano ma crea un cambio di colore, e quindi sonorità, che può essere d’aiuto per aumentare la tensione e/o creare una variazione.

Pensiamo per esempio al giro armonico del blues. Originariamente contiene solo 3 accordi e anche se non è un brano tonale vero e proprio è stato modificando secondo le regole della musica tonale per creare sonorità diverse e dare l’opportunità al compositore e l’improvvisatore di usare melodie innovative e più interessanti.

Il tutto viene fatto aggiungendo accordi a scapito della durata dei singoli accordi. Il ritmo armonico diventa così più veloce.

Sostituzioni armoniche

Parliamo di “sostituzioni armoniche” invece quando sostituiamo un accordo con un altro che abbia la stessa funzione di tonica, sottodominante o dominante.

Non è sempre necessario che la funzione sia identica ma che l’effetto sia piacevole e coerente. 

Grazie alle sostituzioni armoniche si possono creare arrangiamenti differenti e creare variazioni ai brani più inflazionati. 

In questo caso parliamo di riarmonizzazione di un pezzo, cioè cambiare la sequenza di accordi mantenendo inalterata la melodia.

Le Dominanti Secondarie

Abbiamo visto come gli accordi di dominante, se risolvono successivamente, creano questa propulsione in avanti del pezzo.

Normalmente le dominanti secondarie vengono messe negli accenti deboli della battuta o più in generale della frase armonica.

Vediamo un esempio molto comune di sostituzione armonica con una dominante secondaria: 

Progressione di partenza

Progressione armonica di partenza

Sostituzione con dominante secondaria

Progressione con dominante secondaria

L’accordo “di arrivo” (chiamato in inglese target note o target chord) è il II-7 ovvero il D-7. 

Il procedimento è questo: “Facciamo finta di considerare il Re come una tonica a cui vogliamo arrivare. Quale sarebbe l’accordo di dominante in Re maggiore? Il A7, quindi possiamo precedere il D-7 con la sua dominante che sarà chiamata dominante secondaria perché la dominante della tonalità in cui ci troviamo”.

Per esempio se siamo in tonalità di Sol maggiore e abbiamo un accordo di La-7 possiamo inserire in anticipo un MI7 che non appartiene alla tonalità di Sol maggiore.

Questo non vuol dire che abbiamo cambiato tonalità in realtà, significa che stiamo cercando di affermare ancora di più la tonalità in cui ci troviamo, in particolare vogliamo sottolineare l’importanza di questo La-7.

Per questo è importante quando suoniamo delle dominanti secondarie risolvere le tensioni cromaticamente ed evitare salti per avere un passaggio armonico più fluido e non dare troppo l’impressione di aver cambiato direzione.

Come si indicano le dominanti secondarie?

Quando si scrive su una partitura l’analisi armonica si indica la dominante secondaria in questo modo:

V7/IV significa che l’accordo è un accordo di settima costruito sul quinto grado del quarto grado della tonalità.

Progressione con dominante secondaria

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