Come aggiungere estensioni e alterazioni agli accordi di uno standard jazz

Vediamo come aggiungere estensioni e alterazioni agli accordi di un qualsiasi pezzo in tonalità maggiore. 

Per gli esempi ho scelto una bellissima ballad jazz, “Here’s That Rainy Day”. 

Qui puoi trovare una bellissima versione cantata da Nat King Cole.

Il metodo che ti propongo è molto “matematico” e funziona davvero bene.

  • Fase #0: Procurati lo spartito di partenza
  • Fase #1:Fai una analisi melodica scritta di tutto il pezzo
  • Fase #2: Fai tutta l’analisi armonica dello standard
  • Fase #3: Individua tutte le estensioni e alterazioni possibili con le tabelle della lezione precedente
  • Fase#4: Riscrivi gli accordi definitivi con le estensioni e alterazioni scelte.

Più lo applicherai più sarà facile farlo “a prima vista”. Vediamo le fasi al volo:

Fase #0 - La partitura

L’errore più frequente è sottovalutare l’importanza di avere uno spartito accurato e scritto bene del brano che vuoi studiare. Per gli standard jazz affidati sempre alle raccolte “New Real Book” che hanno spartiti verificati.

Le collezioni in pdf non sempre sono perfette ma vanno bene comunque.

Per quanto riguarda i brani pop invece internet è pieno di siti con testo e accordi spesso non corretti. In quel caso prova a trascrivere o cerca una partitura verificata. Ti servono gli accordi e la melodia per tutte le analisi e naturalmente per imparare il brano.



Fase #1 - Analisi melodica

Stampa lo spartito e comincia a scrivere sotto ogni nota che intervallo è rispetto all’accordo. Questo è molto utile perché spesso alcune note della melodia sono già estensioni e/o alterazioni dell’accordo.

Inoltre evitiamo così di scegliere note aggiuntive che possano creare dissonanze “sbagliate”.

Cerca di evidenziare o scrivere con un altro colore le estensioni e alterazioni: 2/9, 4/11, 6/13 bemolle o diesis.

Fase #2 - Analisi Armonica

Ora tocca all’analisi armonica. Nella lezione precedente abbiamo visto come in base alla funzione dell’accordo possiamo già selezionare le estensioni e alterazioni possibili.

Questo passaggio è utile anche per individuare progressioni armoniche comuni che possono semplificarci la memorizzazione del brano.

Fase #3 - Elenco delle estensioni e alterazioni possibili

Terzo passaggio, scrivi sotto ogni accordo le estensioni e alterazioni possibili specificando quali vengono dalla melodia e quali invece dalle regole generali dell’armonia funzionale viste nella lezione precedente.

Fase #4 - Scegli e riscrivi gli accordi estesi e alterati

Ora dobbiamo scrivere le estensioni e alterazioni definitive scelte per creare il nostro arrangiamento del brano.

Per fare questo però non possiamo andare alla cieca, o meglio alla sorda, dobbiamo fare un po’ di esperimenti e capire quali note aggiuntive funzionano meglio di altre.

Questa fase è molto importante anche per arrangiare al meglio il pezzo per trovare i voicing giusti e nella posizione più efficace.

Vedrai che utilizzando questo metodo troverai tante soluzioni interessanti e soprattutto eviterai di suonare sempre gli stessi accordi. Col tempo diventerà un processo automatico e molto veloce.

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