A cosa servono i left-hand voicing?

I left-hand voicing nelle formazioni

Un pianista jazz ha moltissime responsabilità all’interno di una formazione come un trio, un quintetto o anche una big band.

Una responsabilità fondamentale è quella di non “strafare”.

Il piano può suonare molte cose contemporaneamente ed è molto bello, ma è facile esagerare e disturbare gli altri musicisti o, peggio, rovinare il suono complessivo inserendo letteralmente troppe note.

I left hand voicing servono proprio per evitare che i ruoli dei musicisti all’interno di una formazione “cozzino” tra di loro. 

Per esempio il basso ha il compito di esplicitare le fondamentali degli accordi. Certo suona anche altre note, ma principalmente deve inserire le fondamentali per far capire all’ascoltatore e gli altri musicisti il giro armonico del pezzo.

Cosa succede se il pianista suona anche lui le fondamentali? Niente di grave in realtà, è una cosa che si può fare. Ma suonare sempre le fondamentali satura troppo, toglie valore e importanza al bassista/contrabbassista che sta suonando i bassi degli accordi.

I left-hand voicing in piano solo

Un pianista jazz moderno non può non suonare in piano solo utilizzando i left-hand voicing. Infatti ci basta aggiungere la fondamentale e suonare successivamente il voicing per sprigionare una sonorità più vasta e interessante.

In questo modo creiamo anche un movimento armonico più esplicito e svolgiamo contemporaneamente due ruoli: bassista e accompagnatore.

Il tutto mentre la mano destra completa gli accordi, suona la melodia/tema o improvvisa.

I left-hand voicing nell’accompagnamento

Quando il nostro ruolo diventa quello di accompagnatori di cantanti, o altri soliti (anche in due con un contrabbasso che fa un assolo), i left hand voicing vengono suonati anche con la mano destra.

Mentre la mano sinistra suona i bassi, o crea una linea walking bass, la destra accompagna ritmicamente usando queste posizioni.

I left-hand voicing nei II-V-I (251)

Queste particolari posizioni sono molto comode da suonare nelle progressioni più comuni del jazz come i 251 per due motivi principali:

  1. La sequenza di accordi crea movimenti di voci lineari che suoneranno fluide all’orecchio dell’ascoltatore
  2. La successione di voicing è molto comoda da eseguire per la mano, puoi così concentrarti sull’assolo.

Da ricordare:

  • Non sovrastiamo il basso con fondamentali raddoppiate
  • Possiamo usarli in piano solo, alternando bassi e voicing
  • Possono essere suonati con la mano destra quando accompagniamo un solista
  • Comodissimi sui II-V-I
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