La Suite al Pianoforte – Teoria Ed Esempi

In questo video voglio analizzare con te un’altra forma musicale, molto in voga fra il ‘600 e il ‘700: la suite di danze. 

Cos'è la suite?

Prima ancora di “teorizzare” la suite, ancora nel ‘500, era d’uso pratico suonare in successione diverse danze, alternandole fra lente e veloci. 

La suite è esattamente questo: una sequenza di brani dal carattere contrastante, tutti nella stessa tonalità, che vengono eseguiti uno dopo l’altro. 

Ciò che dà il contrasto fra le danze è la velocità e il tempo, che può essere binario o ternario, ovvero con la sottodivisione ritmica in due o in tre. 

La suite è per tradizione dedicata a strumenti solisti o piccole formazioni strumentali e infatti nasce proprio distaccandosi dal repertorio vocale.
Nella prima metà del Seicento, si stabilì la caratteristica struttura a quattro danze, sempre alternando tempo veloce a tempo lento, ma successivamente il numero di danze in sequenza è aumentato, con l’inserimento anche di un preludio introduttivo. 

Sono molti gli autori che si dedicano alla stesura di suite fra il Seicento e il Settecento. In italia per esempio abbiamo Corelli, Veracini; Couperin e Rameau in Francia; Purcell in Inghilterra e Telemann, Handel e ovviamente Bach in Germania. 

Vediamo proprio un esempio di quest’ultimo. 

Bach, Suite Inglese no.4 in Fa Maggiore

Bach compose numerose suite, per clavicembalo, organo, liuto, violino e violoncello (che portano il nome di “partite”).

La raccolta da cui estrapoliamo la suite di cui ti parlo si chiama “Suite inglesi”, nome dato da un biografo di Bach, che sosteneva che queste composizioni fossero dedicate ad un nobile inglese. D’altro canto esistono anche le Suite Francesi, sempre di Bach, che invece sarebbero state chiamate così perché ricalcherebbero lo stile francese, cosa fra l’altro su cui molto hanno da ridire.

Vediamo pezzo per pezzo tutte le danze che formano la Suite Inglese no.4, in Fa Maggiore.

Preludio

Il tutto si apre con un Preludio, che come abbiamo già visto in un video dedicato, e se non l’hai visto lo trovi qui, serve per introdurre la situazione armonica, scaldarsi le mani e la sua forma può variare. In questo caso abbiamo due parti che si imitano come in un’Invenzione a due voci.

Allemanda

La prima danza che appare dopo il preludio è un’Allemanda, una danza di origine tedesca dal carattere processionale. Il tempo è lento e binario, infatti in questo caso siamo in 4/4. 

In questa allemanda in particolare, la struttura ritmica è abbastanza complessa: abbiamo note veloci e sottodivisione in terzine, ma il tempo lento consente di suonare tutti i passaggi con agio. 

La struttura di questa e di molte altre danze è detta bipartita perché si suddivide in due parti ritornellate: la prima porta dalla tonalità d’impianto alla dominante, la seconda ci riporta dalla dominante alla tonica.

Corrente

La danza che segue l’allemanda si chiama Corrente ed ha un carattere vivace, in netto contrasto con la gravità della precedente. 

Inizialmente il tempo di questa danza era binario, ma poi è diventato ternario con il tempo, infatti in questo caso troviamo un 3/2.

Sarabanda

Poi troviamo, ancora in contrasto, una danza lenta, una Sarabanda. Questa danza ha probabilmente origini orientali e, tramite le colonie spagnole divenne popolare anche in Europa. Si caratterizza per un tempo ternario lento, con un accento importante sulla seconda pulsazione. 

Ricordiamoci sempre, che stiamo parlando di danze proprio perché su questa musica si ballava e i vari ritmi, i vari tempi, ricalcavano i passi e i movimenti da fare nella danza. E questa danza in particolare, che prevedeva un’esagerata vicinanza fra i due ballerini per i canoni dell’epoca, per un periodo fu addirittura bandita! 

Come tutta la musica barocca, anche questi pezzi sono ricchi in abbellimenti e fioriture.

Minuetto

Seguono in questa suite due minuetti, danze molto popolari oltre che nel periodo barocco, anche nel periodo classico.

La parola deriva dal fatto che i passi previsti da questa danza erano piccoli, “minuti” e lo stile di ballo molto aggraziato. 

Il minuetto è stato introdotto da Lully, famosissimo compositore francese del ‘600, presso la corte di Luigi XIV ed ebbe così tanto successo che fu accolto nell’opera, nel balletto e nella musica strumentale fu ampiamente usato da Mozart, Haydn e Beethoven ne prese la struttura, trasformandola in Scherzo, che è un’altra forma musicale.

Il minuetto ha struttura tripartita: abbiamo una prima sezione di minuetto vero e proprio, seguita da una parte centrale chiamata trio, generalmente più cantabile e caratterizzata da un andamento più moderato e poi troviamo la ripresa del materiale iniziale, tale e quale. 

In questa Suite Inglese, i due minuetti invece hanno struttura bipartita, ma riconosciamo la forma a tre parti in quanto dovremo eseguire il primo minuetto, poi il secondo e poi ripetere ancora una volta il primo dietro indicazione specifica con il “da capo”.

Giga

La danza vivace e briosa che chiude questa Suite è una Giga, veloce e in tempo ternario

E’ la parte tecnicamente più complessa dell’opera perché il tempo è spedito, ci sono salti, giochi di contrappunto, e il tocco dovrà sempre essere brillante e staccato. 


Oltre a queste danze, ne esistono molte altre: la gavotta, la bourrée, il passepied ecc, tutte caratterizzate da tempi diversi.

Spartiti

Bach, Suite Inglese no.4 in Fa Maggiore
Suite Inglesi - Curci
Suite Inglesi - Urtext

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