La Fuga Al Pianoforte – Teoria Ed Esempi

Oggi parliamo di un’altra forma musicale, che ha trovato il suo culmine nel periodo barocco: la fuga.

Infatti, la fuga nasce nel ‘500, ma solo nella seconda metà del ‘600 assume la sua forma  definitiva, come la troviamo nelle opere di Johann Sebastian Bach, il maestro per eccellenza di questa forma musicale.

La stesura di una fuga è un lavoro matematico meticolosissimo in cui vanno rispettate regole strutturali fondamentali, rapporti armonici imprescindibili e regole contrappuntistiche. 

Per questo motivo Bach viene considerato il sommo maestro della composizione.

La struttura della fuga

La struttura della fuga, come per la forma sonata, si definisce tripartita, perché si suddivide in tre sezioni: esposizione, svolgimento e stretto.

 

Per approfondire tutti gli elementi, applichiamo la teoria alla pratica prendendo come esempio una fuga estratta dal II volume del Clavicembalo ben Temperato di Bach, in Re minore.

L’elemento chiave di questa forma è l’imitazione fra le varie voci, che sono almeno due, più frequentemente tre o quattro. Abbiamo un tema principale, chiamato soggetto, che si ripeterà parecchie volte nel corso del pezzo.

Analisi della fuga

Esposizione

Questo tema viene presentato da una sola voce nella tonalità d’impianto del pezzo, in questo caso Re minore. Subito dopo, entra la seconda voce, che ripete il tema, però questa volta alla dominante, ossia una quinta più in alto. 

In questa fuga, alla terza battuta, entra la voce acuta partendo dal LA, esattamente una quinta sopra rispetto al RE iniziale. 

Con l’entrata della seconda voce, ecco che comincia il contrappunto, ovvero il gioco di sovrapposizione di più linee melodiche: infatti, la prima voce, finché la seconda presenta il tema alla dominante, si occupa di esporre il cosiddetto controsoggetto

Si tratta proprio di una melodia diversa, che funge da controcanto al tema principale e si muove con esso rispettando minuziosamente rigide regole armoniche. 

Il gioco si complica ancora di più quando entra la terza voce, che ripropone il tema ancora una volta nella tonalità d’impianto, accompagnato dalla seconda voce con il controsoggetto. La prima voce, intanto, comincia già con i divertimenti, altri piccoli motivi che generalmente derivano dall’idea tematica originale e che arricchiscono il gioco contrappuntistico.

In questa fuga in particolare, abbiamo tre voci e quindi l’esposizione si conclude con la presentazione del tema alla terza ed ultima voce che entra. Ce ne fossero quattro, cinque o più, ognuna presenterebbe il tema, sempre alternando la tonica alla dominante. 

Svolgimento

Quando l’ultima voce ha terminato il tema, si apre una nuova sezione, lo svolgimento

E’ qui che le voci si rincorrono in imitazioni di ogni tipo, nei vari divertimenti e nelle riproposizioni del tema, andando a toccare tonalità anche molto lontane rispetto a quella d’impianto. E’ qui che il compositore rivela le sue grandi abilità di inventiva, di ingegno di incastri e di aderenza al tema principale della fuga!

Stretto

Le armonie si fanno anche imprevedibili all’ascolto, il contrappunto è sempre più fitto, fino all’ultima sezione, lo stretto finale. 

Qui per l’ultima volta sentiamo il tema, ripetuto alle varie voci, questa volta sempre alla tonica, ma in modo ravvicinato

La seconda voce che propone il tema, entra senza aspettare che la precedente abbia terminato di eseguirlo, come accadeva nell’esposizione. Ne risulta un’accelerazione ritmica e un rafforzamento dell’intensità prima della chiusa del pezzo.

In questo caso specifico, solo due delle tre voci appaiono nello stretto. Questa è un’eccezione alla regola, come ce ne sono molte altre nelle varie fughe. 

Le eccezioni riguardano spesso la struttura così come l’abbiamo vista, ma lasciano intoccato il contrappunto, che invece rispetta rigorosamente i principi armonici.

Consigli per studiare una fuga al pianoforte

e ascolta attivamente le fughe che vuoi suonare. A volte i cambiamenti armonici sono veloci e imprevedibili ed è molto facile incorrere in errori di lettura e fissarsi nelle orecchie armonie sbagliate. Se prendi l’abitudine di ascoltare registrazioni di livello di ciò che vuoi suonare, ti accorgerai subito se c’è qualche alterazione che ti è sfuggita!

Segna tutte le entrate del tema, che dovranno sempre essere messe in evidenza, indicandole sulla parte. Quando stavo studiando per l’esame di ottavo e dovevo preparare diversi preludi e fughe, avevo preso l’abitudine di evidenziare il tema ogni volta che appariva, facendo un segno sulla stanghetta di ogni nota con una matita gialla. Durante lo studio mi aiutava tantissimo e non rovinavo la partitura, perché i segni gialli si notavano appena.

Suona tutta la voce più acuta, poi quella intermedia, eccetera, facendo attenzione ad utilizzare le dita che userai nell’esecuzione finale e suddividendo correttamente le note fra destra e sinistra.

Ci sono mille modi in cui puoi farlo! Puoi scegliere una voce e cantarla tutta sopra ad una registrazione, per poi ripetere con le altre voci. Puoi suonare la fuga lentamente e scegliere una voce da cantare, passando per il soggetto, controsoggetto e i vari divertimenti, senza farti confondere dalle altre voci. Nelle partiture, con il verso delle stanghette è molto facile seguire l’andamento di una voce. Oppure, cosa ancora più difficile, puoi suonare due voci e cantarne una, alternativamente. 

E’ un esercizio molto molto difficile, ma ti dà delle risorse inaspettate. Per farti un esempio: verso la fine di questa fuga, la voce centrale ad un certo punto ha un LA lungo, che dura quasi per una battuta intera. Dal punto di vista tecnico, quella nota andrà suonata con il pollice della destra e le altre dita si dovranno occupare del disegno con le terzine in alto. In questa condizione, può essere molto facile cadere in un errore grossolano: lasciare andare il LA per utilizzare dita più comode sulle note acute. E una voce importante andrebbe a perdersi.

Cantando questa parte, ti ritrovi a dover tenere la nota talmente a lungo da rimanere senza fiato e sarà improbabile che suonando ti dimenticherai di tenere giù quella nota!

Ci sono molti, moltissimi elementi da assimilare e l’unico metodo valido è darsi tempo!

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