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Gli “Errori Di Sbaglio” Al Pianoforte

Le debolezze della mente, la mancanza di concentrazione e il respiro

Oggi ti spiego come gestire gli “errori di sbaglio” al pianoforte.

“Giuseppe ma ti sei drogato, che sono sti errori di sbaglio?”

Pianista Modello

No tutto regolare, non bevo, c’è un bel ricordo dietro questa espressione “errori di sbaglio”.

Quando frequentavo il conservatorio tra i vari maestri ho avuto Michele Calgaro, un chitarrista jazz internazionale che oltre a essere un musicista da paura è anche un didatta grandioso e soprattutto simpatico.

Che fosse lezione di armonia, improvvisazione o musica di insieme quando qualcuno di noi faceva errori stupidi ti prendeva in giro e diceva “va beh dai hai fatto un errore di sbaglio”.

Sono errori che facciamo per sbaglio, senza volerlo.

“Ah si wow Giuseppe, applausi! Come se ci fosse un pianista al mondo che sbaglia qualcosa apposta!”

Pianista Modello

Dietro c’è molto di più, questi sono errori che normalmente non dovremmo fare.

Quante volte ti è capitato di fare un errore e dire “cacchio la parte la so, non ho mai sbagliato prima, non so perché ho questo vuoto!”

Sulla fiducia qualsiasi insegnante può crederti sulla parola ma la verità la conosci solo tu:

  • Hai studiato con attenzione la parte?
  • Sapresti rifarla dieci volte senza sbagliare?
  • Sei sicuro che nessun aspetto della parte in questione non ti è chiaro?
  • Hai ottenuto tutta la padronanza tecnica e teorica che ti serve per suonare giusto?

Se la risposta a queste quattro domande è si, allora è probabile che tu abbia fatto questo fantomatico errore di sbaglio.

“E allora perché mi capita di sbagliare?”

Pianista Modello

I fattori sono molteplici ma possiamo riassumerli in un’unica parola: la concentrazione.

Se sei un pianista attivo, che suona ogni giorno o quasi sai già che non sempre suoni alla stessa ora, con lo stesso relax, con lo stesso umore o lo stesso stato fisico o magari nello stesso posto.

Se per esempio vai a lezione da un insegnante spesso suoni nella sua aula, oppure fai concerti in posti sempre diversi o anche solo il saggio di fine anno.

Tutti questi fattori che ho elencato influenzano il tuo stato di concentrazione.

Basta avere un po’ di male al collo in più rispetto a ieri, usare un pianoforte diverso o essere in un’altra stanza che la tua mente, senza che tu te ne accorga, divaga e si concentra altrove per una frazione di secondo e sbagli qualcosa che non dovresti sbagliare.

Si, possiamo chiamarli errori di distrazione, ma è più produttivo chiamarli errori per mancanza di concentrazione.

Un musicista professionista impara a gestire le distrazioni, concentrarsi solo sulla musica e tirare fuori il 110% delle sue capacità sia durante lo studio che durante un concerto.

Pensare però che questo sia un processo naturale che viene col tempo è sbagliato e nonostante uno ne paghi le conseguenze spesso, non ci pensa perché è contro-intuitivo.

Due anni fa alcuni miei allievi hanno fatto il saggio di fine anno con brani che hanno studiato per tutto il periodo, ero piuttosto tranquillo perché a lezione erano in grado di suonare tutto il pezzo senza problemi.

Appena la situazione è cambiata sono emersi i dubbi e durante l’esecuzione al saggio ci sono stati diversi errori. La cosa più assurda è che la più dotata nonostante abbia fatto un’esecuzione perfetta ha sbagliato la partenza per l’emozione e ha dovuto ripetere le prime due note tre volte prima di partire davvero col brano e arrivare alla fine senza intoppi.

 

Perché è successo? Per caso non era preparata?

Assolutamente no ma non era nelle condizioni di concentrazione necessarie per partire con la dovuta calma.

Da allora ho spiegato un po’ di concetti anche ai principianti che hanno ridotto notevolmente gli “errori di sbaglio”.

Suona nella mente

Prendi un pezzo qualsiasi che credi di conoscere molto bene, chiudi gli occhi e prova a immaginare le tue mani sulla tastiera.

  • Dove si posizionano?
  • Con che nota e che dito comincia la mano destra?
  • E la sinistra?
  • Suona ogni singolo passaggio nella mente immaginando esattamente quello che devi fare.

 

So già cosa succederà:

  • Alcuni non si ricorderanno esattamente come partire
  • Altri a un certo punto avranno un vuoto
  • Altri ancora invece andranno in panico perché sentiranno di navigare nel nulla cosmico

 

Questa è la dimostrazione che c’è nella tua mente qualcosa che manca, una sicurezza che fino ad ora era al di fuori della tua mente quindi nella memoria uditiva e fisica, le dita vanno da sole dopo aver imparato bene un pezzo ma non basta.

Quando la situazione è compromessa e non sei al tuo agio al 100% devi riconnetterti con l’unica cosa che ti può salvare cioè la tua mente.

In più immaginare di suonare è praticamente come suonare e il più delle volte un passaggio tecnicamente difficile non sei in grado nemmeno di immaginarlo. Le tue mani non sanno come muoversi sulla tastiera quindi cerchi di creare un’esperienza che non hai mai vissuto.

La cosa bella però è che sforzandoti, provando e riprovando, riuscirai a creare l’immagine di te che suona questa parte e le mani seguiranno la mente.

Questo non sono io a dirlo ma i più grandi insegnanti e pianisti del mondo, prima o poi si arriva ad un livello in cui senza questa pratica è impossibile garantire uno spettacolo impeccabile.

Il problema però è che c’è il falso mito che bisogna essere professionisti per esercitarsi come loro, ma se l’atteggiamento è questo è inutile lamentarci se sbagliamo o un pezzo non riusciamo a suonarlo.

Suonare nella mente migliora la tua concentrazione

Quando fai questo esercizio di suonare nella mente, stai obbligando il tuo cervello a pensare ad una cosa sola e concentrarsi solo sulla musica.

Prova tu a prendere un pezzo di Bach e pensare alle note che devi suonare nel dettaglio e nel frattempo pensare anche a cosa devi comprare quando vai a fare la spesa…

Più svolgi questo esercizio, più ti accorgerai mentre suoni in altri contesti di quanto la tua mente vaghi anche solo per poco, in questo modo riesci a ridirezionarla subito sul piano e quello che stai facendo.

È automatico quindi che se suoni in pubblico o in un posto diverso dal solito o in condizioni diverse, devi assolutamente concentrarti e non pensare a nulla oltre che alla musica che devi suonare.

“Si Giuseppe, facile dirlo se mi prende il panico o qualcosa non va!”

Pianista Modello

Certo lo capisco, ma come ti ho detto questa è una cosa che si apprende facendola non può venire naturale se non a poche persone che per predisposizione si adattano facilmente ad ogni condizione di stress.

Quindi svolgi questo esercizio a casa, prima di ogni sessione di studio anche per pochissimi minuti su una sola battuta e vedrai che nel momento opportuno questa sarà la tua arma segreta.

Parti col respiro prima di suonare

Probabilmente hai già sentito parlare di meditazione e quanto questa possa essere utile per migliorare la propria concentrazione.

Non voglio approfondire troppo ma il tutto parte dal respiro ad occhi chiusi, un respiro basso, il famoso respiro diaframmatico.

Non dico di diventare dei monaci zen e aggiungere anche la meditazione all’infinità di cose da fare durante la giornata se non ne senti il bisogno ma se prima di iniziare a suonare o studiare qualsiasi pezzo ti prenderai un minuto per respirare lentamente ad occhi chiusi ti assicuro che la tua concentrazione aumenterà progressivamente.

Prova a fare questo per un minuto prima di suonare ogni brano per esempio:

  • Siediti al piano
  • Chiudi gli occhi
  • Comincia a respirare col naso e prendere coscienza con il tuo corpo
  • Cerca di capire se la tua postura è ok
  • Rilassa eventuali tensioni
  • Prova a rendere il tuo respiro lento e regolare
  • Dopo questo breve assestamento concentrati sul brano o l’esercizio che andrai ad eseguire e pensa a quali note devi suonare e con quali dita comincerai

Questo è il sistema che ho utilizzato con tutti gli allievi e ora nessuno sbaglia più le partenze e come si dice chi ben comincia è già a metà dell’opera.

Questo perché partire con un errore, anche se piccolo, comprometterà tutta l’esecuzione perché accenderà uno stato d’ansia che ti porterai fino alla fine e non è bello suonare con questo spirito.

Allenarsi sul respiro è davvero importante, sai quanti studenti di pianoforte vanno in apnea mentre suonano e nemmeno se ne accorgono?

Qualsiasi pianista esperto concorderà sul fatto che una buona esecuzione è supportata anche da una respirazione costante e controllata.

Inoltre è la scienza che lo dice!

Un pianista non è da meno da uno sportivo agonista, ha bisogno di tutti i muscoli del corpo per suonare e di conseguenza smettere di ossigenare i muscoli non è sicuramente una buona idea.

Facendo questo piccolo esercizio di respirazione senza pretese ti abituerai a concentrare la tua mente su quello che devi fare e abbandonare altri pensieri che possono disturbarti mentre fai un concerto o studi e possono farti fare questi “errori di sbaglio”.

Queste potrebbero sembrarti cose “esoteriche”, non davvero utili, soprattutto se sei un pianista principiante o un pianista che ha la mentalità “per suonare basta suonare”.

All’inizio della mia esperienza come insegnante pensavo che dare queste nozioni a un pianista alle prime armi non fosse davvero utile perché non avrebbe potuto giovarne appieno.
Invece investire un minuto per la respirazione e abituare fin dall’inizio un pianista a concentrarsi a lungo termine poterà dei benefici enormi e gli risparmierà molti errori stupidi e demotivanti.

Qui sul canale di Piano Segreto ho pubblicato già più di 100 video che trattano solamente lo studio del piano e tecniche che ti permettono di migliorare. Un solo video preso da solo, come questo, può non avere nessun effetto. Possiamo vederlo come un 1% ma, se unito agli altri, chiunque ha la garanzia di diventare un pianista migliore.

 

Prova per un mese ad applicare questi consigli e ti assicuro che vedrai progressi notevoli. Quando durante lo studio ti ritroverai a fare una serie di errori di sbaglio uno dopo l’altro fermati, prenditi un minuto per respirare e suonare con la mente.

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