Gli abbellimenti al pianoforte – Analisi del Notturno Op.9 no.2 di Chopin

Oggi parliamo di un famosissimo Notturno di Chopin, il secondo dell’op. 9, una delle pagine più famose nella storia della musica. 

Cos’è un Notturno e come sono i notturni di Chopin? Se vuoi approfondire, guarda il video qui sotto! 

In questo pezzo di ampio respiro, dalle frasi estremamente espressive e cantabili, Chopin orna i temi con volatine e parecchi abbellimenti ed è proprio di questi ultimi che parliamo in questo video. Vediamo come interpretare i simboli che troviamo sulla partitura e studiamoli insieme.

Se vuoi dare una ripassata agli abbellimenti, questi e altri, puoi guardare quest’altro video!

Gruppetto - Battuta 2

A battuta 2 troviamo subito un piccolo arabesco sopra il DO.

Si tratta di un gruppetto che prevede di disegnare con le note una figura che rappresenta perfettamente il simbolo grafico che vediamo.

Partiamo dalla nota reale, poi ci spostiamo alla superiore, torniamo alla nota reale, nota inferiore e infine ancora una volta la nota reale.

C’è anche un piccolo bemolle sopra al gruppetto e un bequadro sotto: ciò significa che la nota superiore dovrà essere bemollizzata e quella inferiore sarà bequadro.

Quindi avremo DO-REb-DO-SI bequadro-DO.

Fai attenzione a come gestire tutte queste note: il valore su cui distribuirle rimane quello della nota reale, ovvero di un totale di un ottavo. 

Quindi, le note saranno piuttosto vicine e affrettate, ma comunque dovrai lasciare loro lo spazio di essere espressive. 

Suona il passaggio senza l’abbellimento: hai un salto SIb-SOL, seguito poi da un salto più ampio, DO-DO, ancora più espressivo. Il gruppetto sulla nota di levare, serve per appoggiare bene la nota bassa per piazzare in modo adeguato quella acuta e creare una base di slancio

Immagina un cantante come canterebbe questo salto: avrebbe assolutamente bisogno di appoggiarsi bene sul DO basso per aiutarsi tecnicamente e dare un senso melodico a quello alto. 

 

Ricordati sempre, e questo vale per il gruppetto ma per qualsiasi abbellimento, che c’è un motivo se si chiamano abbellimenti. Non devono rendere il tutto più meccanico o semplicemente virtuoso! Devono rendere il tutto ancora più bello


Come diteggiatura, per queste note ti consiglio di ritrovarti a fare i due DO reali con 1-5, quindi una combinazione efficace per tutte le note può essere 1-2-1-2-1-5 o anche 3-4-3-2-1-5.

gruppetto notturno chopin asbbellimenti

Mordente - Battuta 5

Poco dopo ecco una serpentina sul FA di battuta 5.

Si tratta di un mordente, secondo cui suoneremo la nota reale, quella superiore e poi ancora quella reale. Sembra un gruppetto a cui manca un pezzo, infatti le note quindi saranno FA-SOL-FA. 

Il valore della nota ornata qui è ancora più corto di prima, un solo sedicesimo. 

Pertanto, queste tre note saranno molto veloci e sarà più efficace farle sul levare. Ciò significa che solo l’ultimo FA sarà contemporaneo al basso: le prime due note verranno subito prima, riducendo di poco il valore della nota precedente.
Per la diteggiatura, ti consiglio 3-4-3, in cui i primi due sono molto leggeri, per appoggiarti solo sulla nota in battere.

Infatti, questo abbellimento dovrà essere leggero e un po’ più “croccante”, più frivolo del gruppetto, che al contrario ha carattere più melodico. 

Stessa cosa sarà poi sul MI poco dopo, in cui puoi usare 2-3-2.

Trillo - Battuta 7

Il trillo che vedi a battuta 7, non è altro che un mordente prolungato, anche il simbolo grafico lo suggerisce!
Quindi dovrai alternare la nota reale alla nota superiore, per un numero di volte indefinito, per poi suonare la risoluzione, ovvero le notine scritte in piccolo prima della nota reale successiva.

Questo trillo a cosa serve? Ad uno scopo ben preciso! Tu sai bene che una volta emesso un suono al pianoforte, non è più possibile alterarlo o intervenire sulla qualità o sull’intensità. 

Quindi se volessimo fare un crescendo su una nota già suonata, non potremmo assolutamente farlo. Un clarinetto lo può fare, aumentando la pressione dell’aria, un violoncello anche può intervenire cambiando il peso dell’arco, ma il pianoforte, essendo uno strumento a corde percosse, non può.

Chopin, in questa nota voleva proprio avere questo effetto: rendere la nota viva modificandola anche dopo averla emessa, quindi ha deciso di trillarla!

Per questo motivo, il trillo è tutt’altro che una semplice alternanza di note per riempire un vuoto, è qualcosa di estremamente espressivo

Una buona idea è quella di cominciare il trillo più lentamente, per poi aumentare la velocità e l’intensità dei suoni in modo graduale, sentirai che bell’effetto coinvolgente!

Per saperne di più sulla tecnica per suonare in modo efficace i trilli, guarda questo video.

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Acciaccatura semplice e tripla - Battuta 8 e 13

A battuta 8, c’è una piccola “notina” barrata prima del DO.
E’ un’ acciaccatura, ossia una nota aggiunta di sfuggita che può essere sia sul levare che sul battere.
In questo caso, si tratta di un LA, che ripete la nota appena suonata, quindi non suoneremo l’acciaccatura sul battere perché andrebbe ad enfatizzare la ripetizione. La nota importante qui è il DO successivo, per questo motivo, la piccola nota barrata sarà sul levare ed estremamente leggera.

Per la diteggiatura, ti consiglio caldamente di cambiare dito fra i due LA, alzando la mano e mettendo il 5 sull’acciaccatura.

Mentre questa acciaccatura è definita semplice, perché formata da una sola nota, alla ripresa del tema a battuta 13 troviamo un’acciaccatura tripla. Se le note d’acciaccatura sono due o più, non presentano la barra diagonale.
In questo caso, arriviamo da un poco rallentando alla frase precedente e riprendiamo con la melodia sentita all’inizio, quindi c’è un momento più rilassato.
Le tre note, che formano un’arpeggio, possono quindi essere suonate più lentamente e sul battere, quindi il SOL basso sarà insieme alla mano sinistra.

acciaccatura semplice
acciaccatura tripla

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